A-social

Tempo fa commentavo un pezzo dell’illustrissimo e ben più navigato collega Bloggolo dedicato ai social: mi aveva particolarmente colpito come nel corso della sua carriera da blogger, si fosse trovato nella contraddizione di avere moltissimi (e sconosciutissimi) follower che lo stimassero da una parte e dall’altra persone che conosceva da anni che non avevano mai letto neppure una riga.

Riporto il mio commento

Abbiamo bisogno di conferme più di quanto siamo pronti ad ammettere, per questo stabiliamo un rapporto di amore-odio con i social. Li amiamo perché ci fanno sentire meno soli, li odiamo perché vorremmo essere considerati nella vita di tutti i giorni…sono la grande contraddizione del nostro tempo…

Personalmente non ho mai fatto mistero di quanto poco io ami i social in genere: il parlarsi guardandosi negli occhi, annusandosi e toccandosi, siano esse strette di mano, pacche sulle spalle o dolci carezze poco importa. Vincono sempre su qualunque  “Mi piace”, trillo o commento ben scritto… e nessuno mi convincerà mai del contrario.

I social sono un pò finzione d’altra parte: le nostre fotografie apparentemente più belle ci permettono con l’aiuto di photoshop di presentarci nella nostra veste migliore o in quella in cui crediamo di riconoscerci meglio; i vari post, prima o dopo averli pubblicati, possono essere cancellati qualora non dovessero raggiungere i nostri personali canoni di accettazione…nell’era dell’immagine i social ci forniscono gli strumenti per parlare di noi nel miglior modo possibile. Per converso la vita extra schermo fa i conti con i difetti facciali e con le emozioni del momento…e non si può modificare né cancellare nulla.

Anche se…

Pochi giorni dopo l’inizio dell’anno 2021 e.v. è successo un fatto che mi ha portato a vedere le cose in maniera un pò diversa. Il tutto è partito da quell’orripilante scena di invasione barbarica a Capitol Hill, dove orde di orchi famelici insoddisfatti e rabbiosi si sono resi portatori di messaggi di distruzione e di bieco conservatorismo di bassa Lega – maiuscolo d’obbligo – mettendo in seria crisi i pilastri su cui si fonderebbe la democrazia di quell’ormai tramontato sogno americano. Certo, il signore del male, l’orco per eccellenza, dopo aver istigato la marmaglia se ne stava come da copione, stile “Armiamoci e partite” nelle retrovie al caldo, ad osservare la scena da spettatore.

Ma è la conseguenza di quanto accaduto che merita di essere citata e merita che se ne sottolineino l’importanza e il significato.

I titolari delle piattaforme social più famose, Facebook, Twitter e Youtube per evitare il ripetersi di episodi simili, hanno ritenuto di sospendere e eventualmente rimuovere ogni account in capo all’orco istigatore – Ho citato solo le più famose perché queste hanno sede negli Stati Uniti e un tempo non molto lontano erano start up simbolo dell’America che lavora e che guarda al futuro, quella che nelle parole del suo leader attendeva di tornare ad essere grande…

L’uso dei social è gratuito per definizione e chiunque, grazie alle infinite potenzialità di internet, può crearsi uno spazio virtuale: ciò che l’orco istigatore ha sottovalutato però è che nelle piattaforme social la sua giurisdizione vale zero e che se si lascia da parte la popolarità, ogni account è identico a qualunque altro e di conseguenza essendo nella disponibilità di chi detiene la titolarità del social in questione, può essere rimosso.

Nel 1941 con l’uscita di Quarto Potere, Orson Welles aveva già capito e dimostrato come la stampa costituisse il vero mezzo del potere.

L’evoluzione della stampa è rappresentata da internet e il merito va a questi social statunitensi che come anacronistici partigiani hanno messo in moto una rivoluzione informatica necessaria a disarmare letteralmente un presidente-dittatore, al quale scaduto il suo mandato, restava solo la propaganda…dopo la pesante figuraccia gli auguro di potersi ritirare nelle sue magioni abbandonato dalla sua bella moglie a bere whiskey con lo sciamano di Capitol Hill, cianciando nervosamente dei tempi andati…

E lunga vita ai social che arrivano oltre l’immaginabile… Social, yes, you can!

Illustrazione di Carlotta Salerno

Per chi fosse interessato al pezzo di Bloggolo per intero, riporto il link

https://bloggolo.it/2020/12/16/naggio-avuto-a-custanza/

5 pensieri riguardo “A-social

  1. “illustre e più navigato” mi ha fatto sorridere, perché sembra quasi un blog serio detta così… Invece bloggolo è semplicemente un vomitatoio…
    Sulla faccenda social/trump io sono diviso su due fronti: da un lato la necessità di fermare un pazzo criminale, dall’altro quella di ammettere che i grandi social network siano arrivati a fare servizio pubblico.
    Non mi sono ancora fatto un’idea precisa, perché sfortunatamente mi prende anche alla pancia e quindi non riesco ad essere distaccato…
    Di pancia… La penserei come te, questo lo so.
    PS: hai citato Citizen Kane, quindi ora siamo amici, ci vediamo a Kandalù.

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  2. “Illustre e navigato” è il mio modo di rispettare chi ha tante cose da dire e le dice da parecchio tempo.
    … Per la tua idea in particolare su ciò che è avvenuto, il mio intento voleva essere solo quello di accreditare i Social ai miei occhi, di vederli come uno strumento al servizio di quella macrosocieta’ che si chiama mondo…più avanti di così non ci son ancora arrivata… Ti aggiornerò sulla riflessione che mi hai stimolato

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  3. 13 #karma
    MIK Grazie che Credi in Me e nella Mia Anima la sai Ascoltare ..la comprendi anche se è Enigmatica !
    Ti Voglio Bene !
    Soltanto chi osa spingersi un po’ più in là scopre quanto può andare lontano.
    (Sergio Bambarén)

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