Tutto insieme appassionatamente

Adoro la mescolanza in tutte le sue forme.

Tutto ciò che non è puro e si traduce in contaminazione infonde in me un’attrazione profonda: quell’idea di patchwork trasferita sui vestiti di Desigual, i figli di padre bianco e madre nera (o viceversa), le linee di confine tra i centri e le periferie, il ciambellone bigusto e la sardenara-pizza non pizza senza mozzarella…

In una parola è questione di avanguardia: la mescolanza mi dà l’idea dell’arrivarci prima degli altri, profuma di futuro, di innovazione, di dinamicità. E’ dalla notte dei tempi che il mondo tende ad andare in questa direzione, ad “imbastardirsi”, perché è nel passaggio dalle realtà costituite alle innovazioni che in nuce si deposita l’evoluzione.

Qualche anno fa partecipai ad un corso di ballo liscio con alcuni amici: la situazione non mi convinceva così tanto quando mi fu proposta – solitamente non passo le mie giornate ad ascoltare Radio Cuneo Nord – ma alla fine mi decisi mossa da curiosità e senso di appartenenza al territorio e alle tradizioni, e in ultimo, ma non per importanza, per poter ballare con mio papà alle feste di paese. C’è qualcosa nelle feste di paese, tra l’odore di cibo da “street food ante litteram“, il profumo del vino rosso e l’atmosfera evocata dalle mazurke sempre uguali a sé stesse che mi accompagna latente. Io credo che sia la conferma che “io vengo da lì” e che indipendentemente dalla mia volontà, si tratta del mio mondo e i miei sensi lo riconoscono. Ed è nello stridore dell’incontro tra questo qualcosa e la mia anima prevalentemente rock che prende vita una mescolanza nuova. E’ una pulsione naturale che quando si scatena irrefrenabile, mi fa sentire incredibilmente viva: allora ballo e canto a squarciagola e in un attimo mi sento spoglia di tutte le sovrastrutture di cui parla Pirandello nei suoi saggi dedicati alle maschere. E’ l’effetto della liberazione da qualsiasi prigionia, paragonabile alla predominanza dell’es sull’io, è un grido ancestrale che parla al mondo sommerso…ed è così, semplicemente bello, bellissimo.

E l’ho provato recentemente, quando dal palco di Sanremo mi è arrivata alle orecchie questa canzone – consiglio l’ascolto ad un volume alto – E’ liscio, ma è un liscio rock, è la coesistenza degli opposti, è l’omogeneità nelle differenze, è un messaggio che dice: “tutto è possibile”.

Chiamatemi pure sognatrice o visionaria, o folle: è la parte di me che preferisco.

Una opinione su "Tutto insieme appassionatamente"

  1. Ah, guarda, sulla mescolanza sfondi una porta aperta. Ho passato anni a struggermi perché non riuscivo a capire a quale luogo o cultura appartenessi (famiglia molto multiculturale la mia) poi ho capito che potevo prendere un po’ da tutti. Una grande scuola di mescolanza poi è stata la mia esperienza in Sudafrica da bambina, un mélange che altro che Desigual! Ne scrivo a puntate qui https://ilpensieropermanente.com/category/quando-ero-in-africa/

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